martedì 18 agosto 2026

Leggere e comprendere è ancora possibile?

 Siamo diventati incapaci di leggere e comprendere?

La realtà che osservo ogni giorno, sia sui social che nel mio lavoro, mi inquieta molto.
Viviamo nell'era degli slogan: frasi brevi, parole semplici, immagini elementari.
Sembra che la maggior parte delle persone abbia perso la capacità di mantenere una visione d'insieme su un testo che sia appena più lungo di due righe.
Il risultato? La totale incapacità di cogliere il senso generale di un discorso.
Voglio fare un paragone provocatorio: gli studi dell'etologo Stanley Coren dimostrano che un cane medio comprende circa 165 parole e segnali (pari alle capacità sintattiche di un bambino di due anni), mentre esemplari ad alto addestramento superano le 1.000 parole.
La differenza non sta nel numero di vocaboli che si conoscono a memoria, ma nella capacità di elaborazione e risposta: un cane, con il suo vocabolario limitato, è in grado di associare una parola a un'azione, a un contesto e a un'intenzione senza fraintenderla.
Ci troviamo di fronte a un paradosso: persone adulte, munite di titoli di studio e con un vocabolario potenziale di migliaia di parole, che davanti a un testo di poche righe dimostrano una capacità di comprensione inferiore a quella soglia base.
Questo fenomeno va di pari passo con uno ancora più profondo e allarmante: l'incapacità di scindere un concetto generale dalla propria esperienza personale.
In psicologia e nella teoria dell'argomentazione viene definito “egocentrismo cognitivo” o “fallacia dell'evidenza aneddotica”: è quel meccanismo per cui, davanti a una riflessione generale, a una statistica o a una regola, la persona non analizza il testo, ma risponde basandosi unicamente sulla propria esperienza: "A me è successo/non è mai successo", "Io la penso così perché a casa mia si fa così".
Si riconduce qualsiasi avvenimento o concetto astratto al proprio vissuto, eleggendo la propria esperienza individuale a metro di misura dell'intero universo.
Da essere umano e da insegnante di lingua italiana, la scomparsa della comprensione del testo e l’avanzare dell’egocentrismo cognitivo sono cose che mi allarmano profondamente.
Ma c'è un paradosso ancora più grande: questi fenomeni colpiscono anche quelli che si proclamano "autori" o "scrittori": vedo persone che usano paroloni, che si autocelebrano, che esigono di essere lette, ma che poi si dimostrano incapaci di analizzare o comprendere un testo scritto da qualcun altro.
Saper ascoltare o leggere un testo non significa solo decodificare l'alfabeto: significa seguire un filo logico, mettere momentaneamente in pausa il proprio pensiero per accogliere e comprendere quello altrui, andare oltre la superficie. Solo dopo aver capito si può rispondere e avviare, eventualmente, una conversazione o un dibattito.
Succede anche a me, intendiamoci: a volte il mio cervello va in sovraccarico per una parola o un concetto che riconosco come errati o lontanissimi da me e, per la mia pace mentale, mi rifiuto di andare avanti nello scambio.
Però chiudo, non rispondo “pasta e fagioli” a chi mi aveva chiesto l’ora esatta.
Chi non sa ascoltare e comprendere le parole degli altri come può pretendere di saperle usare per scrivere un libro che non sia un puro esercizio stilistico di autocelebrazione?
C'è un grave disagio nella nostra capacità di comunicare.
Voi cosa ne pensate?




Per chi volesse approfondire, lascio alcuni riferimenti scientifici e bibliografici:
1. Egocentrismo Cognitivo (Psicologia dello sviluppo e cognitiva):
a) J. Piaget (1926), “Il linguaggio e il pensiero del fanciullo”
b) D. Elkind (1967), “Egocentrism in Adolescence”.
2. L'esperienza personale usata come regola (Scorciatoie mentali e bias):
a) D. Kahneman & A. Tversky (1973), “Availability: A heuristic for judging frequency and probability”
b) L. Ross (1977), “The “false consensus effect”: An egocentric bias in social perception and attribution processes”-
3. Fallacia dell'Evidenza Aneddotica (Logica e Teoria dell'Argomentazione):
a) T. E. Damer, (2012) Attacking Faulty Reasoning: A Practical Guide to Fallacy-Free Arguments
b) D. Walton (2008) , “Informal Logic: A Pragmatic Approach”
4. Comprensione del testo e capacità di astrazione (Linguistica e Sociologia):
a) T. De Mauro (2010), “La cultura degli italiani”.

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