Antonio Agostino
Recensione di Anomalie: storie di vite possibili — Adelia Salerno
"Ho iniziato Anomalie: storie di vite possibili quasi per caso. Non potevo immaginare che sarei rimasto incollato alle sue pagine, né che questo libro mi avrebbe costretto a riflettere molto più di quanto mi accada di solito leggendo narrativa.
Adelia Salerno possiede una qualità rara: sa immergere il lettore, con una potenza evocativa sorprendente, in un mondo che sembra esistere appena al di là del nostro sguardo. Un mondo nascosto dietro la tendina a fili di un bar, nei margini delle città, negli interstizi delle esistenze che attraversiamo ogni giorno senza vedere davvero.
Sono scampoli di vite invisibili. Solitudini, fragilità, miserie, desideri, piccole resistenze quotidiane. E soprattutto mondi interiori che soltanto uno sguardo profondamente umano, curioso della verità e ancora capace di compassione, può riuscire a raccontare in questo modo.
Lo stile è elegante, sorvegliato, sostenuto da una notevole maestria narrativa. La scrittura non cerca effetti facili: lascia che siano le vite raccontate a produrli.
La Pova è il primo pugno nello stomaco. E soltanto il primo di una lunga combo.
Per certi aspetti Anomalie è molto più grimdark di tanti fantasy dichiaratamente grimdark, proprio perché qui non esistono mostri dietro cui nascondersi, mondi immaginari che consentano al lettore di prendere le distanze o consolatorie separazioni tra bene e male. Ci siamo noi.
E la cosa più interessante è che Adelia non giudica. Osserva. Racconta. Lascia parlare le persone e le loro vite.
Eppure proprio questa assenza di giudizio costringe il lettore — almeno quello che conserva una coscienza — a giudicare se stesso.
Sono anch'io un ignavo?
Quante volte ho distolto gli occhi?
Quante volte ho negato uno sguardo, una parola, un gesto di conforto a qualcuno che forse li stava chiedendo?
Aveva ragione Baudelaire nel voler bruciare come una stella cadente, o Leopardi, nella sua lenta agonia?
È qui che Anomalie smette di essere soltanto una raccolta di storie e diventa qualcosa di più scomodo.
Uno specchio.
Prima o poi, infatti, una delle vite raccontate finisce per assomigliarci. Magari soltanto per un dettaglio, un pensiero, una paura, una vigliaccheria. E allora diventa difficile continuare a pensare che quelle siano semplicemente “le storie degli altri”.
Perché le storie degli altri sono anche la nostra storia.
Anomalie è, in questo senso, una testimonianza rara e profonda del nostro tempo, osservato attraverso gli occhi di chi ha deciso di non chiuderli per quieto vivere. Un libro capace di dare visibilità a ciò che normalmente preferiamo lasciare fuori dal nostro campo visivo.
La verità fa male. Soprattutto quella che nessuno vuole vedere.
Eppure rimane forse l'unica cosa capace di renderci liberi."
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