Non poteva lasciarsi andare nemmeno ora che Magda era cresciuta ed era arrivato il momento di lasciarle trovare la sua strada: sua figlia era fragile, molto più fragile di quanto si sarebbe aspettata e avrebbe mai voluto.
Si sentiva in colpa.
Non era stata una buona madre, non era riuscita a insegnarle a credere in se stessa, a pensare di valere abbastanza: come si può convincere un’altra persona di qualcosa in cui noi stessi, per primi, non crediamo? Pensava che il dolore che riusciva a leggerle negli occhi fosse dovuto a lei, ai suoi errori e alla mancanza di un padre accanto.
Non era la madre moderna, amica e aperta al dialogo che aveva sognato di diventare da bambina, in parte aveva ripetuto gli stessi errori dei suoi genitori: pur non avendo mai alzato la voce o picchiato sua figlia, non era stata comunque capace di accoglierla come avrebbe dovuto. Le aveva trasmesso dolore e frustrazione, senso di impotenza e rabbia, insicurezza e rimpianto.

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